Ecosystemi - Lavaggio, Asciugatura e Disinfezione - Centri Specializzati

Disinfezione / Decontaminazione

da protocollo OSPEDALIERO del MONALDI COTUGNO:

Ecosystemi - Protocolli Ospedialieri di Disinfezione e Decontaminazione

La  DISINFEZIONE è una misura atta a ridurre/eliminare, tramite uccisione, inattivazione od allontanamento , la maggior quantità di microrganismi, quali a esempio  BATTERI, VIRUS, MUFFE, FUNGHI, PROTOZOI, SPORE ecc., al fine di controllare il rischio di INFEZIONE per le persone o di CONTAMINAZIONE di oggetti o ambienti.

L’ARIA MALSANA IN CASA, SCUOLA, UFFICI LOCALI PUBBLICI provoca il DECESSO DI 4 MILIONI DI PERSONE OGNI ANNO

(THE LANCET RESPIRATORY MEDICINE) 

L’inquinamento indoor è la principale causa di decesso legata all’ambiente e rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria.

La qualità dell’aria degli ambienti confinanti ha subito nel corso degli anni un notevole peggioramento provocando gravi effetti negativi sulla salute degli individui che la respirano.

 Le cause sono da individuare soprattutto:

  • nel malfunzionamento degli impianti di condizionamento;

     

  • nella scelta non ottimale dei materiali d’arredo e  costruttivi;

     

ma anche nella norma del risparmio energetico, norma che ha spinto ad adottare scelte costruttive che limitano gli scambi d’aria con l’esterno. Gli edifici sigillati per ottenere il maggior risparmio energetico possibile, presentano un tasso di umidità molto elevato e diventano terreno fertile per la proliferazione di batteri, acari e muffe.

FONTI PRINCIPALI DI CONTAMINANTI INDOOR

  • Materiali da costruzione: diversi materiali rilasciano nel tempo VOC (composti organici volatili)
  • Impianti  di condizionamento: immettono nell’ambiente batteri, muffe, funghi
  • Isolanti termici: diversi materiali rilasciano VOC
  • Camini e stufe: rilasciano pericolosi fumi di combustione
  • Arredi: rilasciano formaldeide
  • Rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti etc.): rilasciano VOC
  • Prodotti per la pulizia e deodoranti d’ambiente, sono prodotti chimici e rilasciano VOC
  • Insetticidi: sono prodotti chimici e rilasciano VOC
  • Umidità: crea muffe, batteri ed acari
  • Carta da parati: generano muffe
  • Fornelli da cucina: rilasciano fumi di combustione
  • Tappeti, materassi, cuscini, divani, tessuti e tendaggi: fonte di acari e batteri
  • Pareti dietro ai mobili, agli armadi a muro, alle scarpiere
  • Animali come cane e gatto possono disperdere allergeni nell’ambiente

AGENTI INQUINANTI:

Vengono classificati in tre grandi categorie : chimici, fisici e biologici.

Agenti chimici: biossido di azoto, biossido di carbonio, benzene, monossido di carbonio, formaldeide, toluene, VOC (Composti Organici Volatili), ossidi di azoto, ozono, amianto, idrocarburi policiclici aromatici, pesticidi, etc.

Agenti fisici: gas radon, rumore, campi elettromagnetici naturali e artificiali

Agenti biologiciacari, allergeni di animale, batteri, funghi, muffe, pollini, virus, etc.

CONTAMINANTI BIOLOGICI in  AMBIENTI INTERNI:

MUFFE

Le muffe sono micro-organismi pluricellulari di origine vegetale. Appartengono al regno dei funghi, si presentano alla vista sotto forma di strati filamentosi (miceli) e si riproducono attraverso le spore, particelle estremamente volatili che vengono rilasciate nell’aria soprattutto in estate e in autunno. Ne esistono oltre 10.000 specie e alcune di queste rappresentano un vero e proprio pericolo per la salute. Inizialmente si manifestano come piccoli puntini neri che diventeranno con il tempo grandi macchie scure.

Le cause della loro proliferazione sono principalmente:

  • scarso isolamento termico delle pareti

  • malsane abitudini di ventilazione e riscaldamento delle abitazioni (si consiglia di non tenere biancheria umida in casa, di ventilare costantemente i locali e di mantenere una temperatura costante interna introno ai 20°C)

Ambienti chiusi, poco ventilati e soleggiati, caratterizzati dalla presenza di umidità relativa superiore al 50% rappresentano il microclima ideale per le muffe e favoriscono la loro riproduzione.

Le muffe si sviluppano soprattutto su pavimenti e pareti (le più a rischio sono quelle esposte a nord), negli angoli della casa, nelle soglie delle finestre.

Particolare attenzione alle/ai:

  • Pareti dietro ai mobili, agli armadi a uro, alle scarpiere
  • Materassi, cuscini e divani (all’interno possono crescere muffe)
  • Tappeti e carta da parati
  • Nei sistemi di riscaldamento e dei condizionatori d’aria
  • Umidificatori
  • Frigoriferi (cibi mal conservati)
  • Piante da interno
  • Bagni e Cantine (luoghi molto umidi)

L’inalazione delle spore della muffa può scatenare l’insorgere di allergia che colpisce le vie respiratorie, gli occhi e la pelle provocando tosse, asma, dermatite cutanea, rinite cronica, rino-congiuntivite, catarro nei bronchi.

FUNGHI

Appartenenti al genere muffe tossigene, I funghi del genere Aspergillus sono microorganismi miceti che proliferano soprattutto nel suolo, nei materiali organici e negli animali. Le sue spore si riproducono in condotti di aria condizionata e riscaldamento, in alcuni cibi e spezie. L’Aspergillus trasmette micosi- opportunistiche: provoca danni nell’uomo solo se trova condizioni ad esso favorevoli. L’inalazione delle sue spore è perlopiù innocua ma in soggetti con un sistema immunitario debole, negli asmatici e nei malati di fibrosi cistica, può provocare l’insorgere di malattie pericolose che colpiscono soprattutto l’apparato respiratorio.

Tra le patologie causate da infezione ad Aspergillus ci sono:

  • reazioni allergiche
  • infezioni polmonari
  • sinusite

Alcuni Aspergilli producono sostanze particolarmente cancerogene, le aflatossine.

BATTERI

I batteri sono gli agenti patogeni da infezione più numerosi che interessano la specie umana.

Presenti ovunque, nell’aria, nell’acqua, nel suolo, nella polvere, solo alcuni sono patogeni cioè causano infezioni batteriche.

L’infezione batterica si genera quando il batterio patogeno è in grado di proliferare all’interno dell’ospite, superare la reazione difensiva dell’organismo e produrre tossine.

 I batteri patogeni possono causare:

  • Intossicazione
  • Gastriti e ulcere
  • Gonorrea
  • Meningite
  • Infezioni all’orecchio e alla gola

 

ACARI   

Gli acari sono animali microscopici, vivono nella polvere e sulle fibre naturali e sintetiche, si cibano principalmente di peli, resti di cute, forfora, capelli, frammenti di insetti. Hanno un alto potere allergizzante e l’inalazione dei loro escrementi provoca nei soggetti predisposti infiammazione alle vie respiratorie, agli occhi e dermatiti.

Gli acari proliferano soprattutto in ambienti in cui:

  • La temperatura è superiore ai 20°C
  • L’umidità relativa è tra il 60%-80%
  • La luce solare è scarsa (sono foto fobici, muoiono se esposti al sole)
  •  

Si annidano:

  • nelle tende
  • nei tappeti e nella moquette
  • nei divani
  • nei materassi e nei cuscini
  • nella biancheria
  • nei piumoni e nelle trapunte
  • nei peluche

 

ALLERGENI DEL CANE e GATTO

Gli animali domestici possono innescare reazioni allergiche causate dall’esposizione agli allergeni prodotti dalle ghiandole sebacee e salivari dell’animale.

Le sostanze allergiche sono presenti nella cute, nella saliva, nel sebo, nel sudore, nell’urina e nei soggetti predisposti sono la causa di asma e rinite allergica, congiuntivite, dermatite atopica ed orticaria.

Tutti gli individui possono diventare sensibili alle particelle allergeniche del cane e del gatto in quanto, essendo molto piccole e volantini, sono veicolate ovunque e a grandi distanze.

 

POLLINE 

Il polline è l’elemento fecondatore delle piante e penetra facilmente nelle abitazioni attraverso fessure, porte, finestre, impianti di areazione. Il rilascio del polline avviene con una certa stagionalità e provoca nelle persone allergiche attacchi d’asma, rinite, congiuntivite. L’abbassamento delle difese immunitarie e l’esposizione prolungata al polline possono scatenare l’insorgere dell’allergia anche in soggetti non predisposti.

 

MICETI

I miceti sono muffe e funghi le cui spore hanno un alto potere allergizzante. All’interno delle abitazioni i miceti del genere Aspergillus e Pennicillum  proliferano nella carta da parati, nei materassi e nei cuscini, nei manufatti in gomma, nelle piante, nei condizionatori d’aria e negli impianti di deumidificazione (in caso di scorretta manutenzione).

Gli ambienti ottimali per la loro crescita sono caratterizzati da:

  • temperatura tra 18°C e 32°C
  • umidità relativa superiore al 60%

I sintomi provocati dall’allergia ai miceti coinvolgono soprattutto l’apparato respiratorio e le congiuntive oculari e si manifestano attraverso asma, tosse frequente, dermatite, congiuntivite e rinite cronica.

Esperto informa: “Il tuo letto potrebbe farti ammalare…” (Dr. Lisa Ackerley)

Ecosystemi - Disinfezione Decontaminazione Materassi

Il tuo letto ti sta facendo ammalare? Esperto informa che gli acari della polvere e i germi che vivono nelle lenzuola, nei cuscini e nei materassi, causano asma, febbre da fieno, influenza e intossicazione alimentare.

Nei letti si annidano mediamente circa 10 milioni di acari della polvere. Questi microrganismi amano gli ambienti caldi, bui e umidi 

  • Sono innocui, ma le loro feci, insieme a frammenti e residui del corpo, possono causare asma e febbre da fieno
  • Germi come salmonella e norovirus possono proliferare nelle lenzuola, materassi e cuscini

Dopo una lunga giornata di lavoro non c’è niente di più rilassante che buttarsi nel letto, ma in agguato, sotto le lenzuola, vivono milioni di piccoli organismi che possono farci ammalare, avvertono gli esperti.

Materassi, piumoni e cuscini diventano serbatoi di cellule di pelle umana, che incoraggiano la proliferazione degli acari della polvere. La presenza di questi microrganismi può aumentare i rischi di contrarre raffreddore e allergie. E le cattive notizie non sono finite, la biancheria del letto può anche ospitare microrganismi portatori di fastidiose malattie che vanno dall’influenza all’intossicazione alimentare.

La Dott.sa Lisa Ackerley, esperta di igiene domestica, dice che le persone potrebbero essere inconsapevolmente affette da “sindrome del letto malato”.

Inoltre ha affermato: “L’uomo perde mezza oncia di pelle a settimana e molta di questa è nel letto. Gli acari della polvere amano l’ambiente caldo e umido, proprio l’ambiente del letto e vi si riproducono, diventando circa 10 milioni per letto.”

“In due anni il 10% del peso di un cuscino sarà fatto di acari e dei loro scarti”, ha aggiunto.

Gli acari della polvere sono relativamente innocui, ma le feci e frammenti del corpo possono scatenare reazioni allergiche, spingendo l’organismo a rilasciare istamine per attaccare l’allergene.

Questo può causare febbre da fieno ed eczema, e le stime suggeriscono che gli acari della polvere possono essere causa di asma nell’80% dei casi.

La Dott.sa Ackerley ha aggiunto: “Possono causare rinite, tosse, occhio secco e possono disturbare il sonno. Le persone che hanno già allergie, possono avere un peggioramento.                                                                       

I compagni di letto a volte si scelgono, a volte capitano, ma spessissimo sono una presenza obbligata. E più passa il tempo, più te li ritrovi insistenti, invadenti e per niente disposti a rinunciare al piacevole e confortevole rifugio ( il buio, il caldo e l’umido) che pretendono di tenere in perenne condivisione con te. Per di più si portano appresso tutte le loro spiacevoli abitudini. Insomma, meglio liberarsene appena possibile. Come? C’è un unico e infallibile metodo: cambiando letto. O meglio, materasso.

Stiamo parlando di acari, virus, spore e batteri, tra tutti i partner possibili sicuramente i più sgradevoli, sconvenienti e dannosi per la nostra salute. E anche prolifici. In un materasso di cinque anni (tanti, tantissimi, decisamente troppi) la felice colonia di acari della polvere può arrivare a contare fino a oltre 2 milioni di individui, che nel tempo hanno organizzato la propria presenza in maniera complessa, con annessi e connessi. Per esempio accumulando con cura i propri escrementi.

Fa impressione eppure non è strano, loro usano così. Ma noi non ce ne possiamo accorgere, perché l’occhio umano non è in grado di percepire dimensioni così ridotte. Ne subiamo però le conseguenze, che a volte possono essere davvero fastidiose e problematiche: riniti e asme sono le sintomatologie più comuni per chi è particolarmente sensibile o addirittura allergico agli acari della polvere.

Eppure non sono soltanto gli ospiti nascosti e invisibili a compromette l’igiene del nostro materasso. Noi stessi, magari senza accorgercene, ci diamo molto da fare in questo senso. Per esempio sudando: di notte perdiamo in media circa un di litro in sudore. Abbinato alla scarsa circolazione d’aria all’interno del materasso questo fenomeno comporta la formazione di muffe, a loro volta fonte di cattivi odori. Non solo, sempre nel corso della notte depositiamo circa 1,5 grammi di forfora e pelle, che diventano la bellezza di mezzo chilogrammo in un anno. E poi ci lamentiamo degli acari…

Conclusione. A letto non siamo mai soli, ma abbiamo dei compagni di sonno per niente raccomandabili: acari, virus, spore, batteri e noi stessi. Con una simile compagnia è davvero dura pensare che uno stesso materasso possa essere tenuto tranquillamente per 5, 7, 10 o più anni. Una elementare e primaria ragione di igiene ci impone di provvedere alla sua sostituzione almeno entro i 5 anni.

ECOSYSTEMI - LAVORA CON NOI !

NOTE SULL'UTILIZZO CORRETTO DELL'OZONO

DISINFEZIONE NATURALE

NON tutti i trattamenti con l’OZONO sono ** EFFICACI ** e a volte possono essere anche MOLTO PERICOLOSI.
E’ OBBLIGATORIO rispettare i parametri indicati dal MINISTERO della SANITA’ – dipartimento Ministero della Salute

Chiedete SEMPRE che il TRATTAMENTO con l’OZONO vi venga** CERTIFICATO ** con documentazione allegata e diffidate da chi NON è in grado di farlo. è un vostro DIRITTO SALVAGUARDARE la vostra SALUTE ed eseguire un TRATTAMENTO EFFICACE

Quasi tutti gli operatori del nostro settore che utilizzano l’OZONO (spesso senza avere nessuna conoscenza specifica) lo definiscono “DISINFETTANTE” , ma SENZA TEST di CONTROLLO, APPARECCHIATURE SPECIFICHE e soprattutto SENZA RISPETTARE e MONITORARE i parametri Ministeriali con la si può considerare tale.

Oltre a NON avere eseguito una DISINFEZIONE EFFICACE se all’interno dell’ambiente non viene testato il RESIDUO di CONCENTRAZIONE che sia UGUALE a 0 , potrebbe essere anche MOLTO PERICOLOSO per la NOSTRA SALUTE. 
IMPORTANTE : alla data corrente i limiti di concentrazione di 
OZONO in un ambiente è stato fissato dalla Legislazione Italiana al limite massimo di 0,5 p.p.m. per Kg. Molto spesso si considera ERRONEAMENTE un trattamento all’OZONO, se si percepisce il tipico odore agliastro. Ricordiamo che (come da tabella) con 0,02 p.p.m di Ozono in ambiente si ha *SOLO la PERCEZIONE OLFATTIVA*,ovviamente INSUFFICIENTE per una DISINFEZIONE corretta.

E’ anche importante sapere che ci sono parametri diversi da rispettare per i VIRUS, formati da materiale genetico come il DNA o l’RNA (molto più difficili da debellare) dei BATTERI (veri e propri microrganismi ) altri parametri, servono per i MICRORGANISMI (es.ACARI) o per le MUFFE o i FUNGHI ecc.

E’ indispensabile mantenere costantemente sotto controllo la concentrazione di OZONO in ambiente , perché la sua concentrazione si potrebbe anche dimezzare : ogni mezz’ora la sua concentrazione si potrebbe ridurre fino al 50%, rispetto alla concentrazione iniziale.

Ozono Ecosystemi
Ozono Ecosystemi

alcuni dati

TRATTAMENTO OZONO - Ecosystemi
Ministero della Salute - Ecosystemi

Italia  – Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 luglio 1996n°24482, ha riconosciuto l’utilizzo dell’Ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore muffe ed acari.

OZONO COME AGENTE DISINFETTANTE e DISINFESTANTE

L’azione ossidante esplicata dall’ozono ha fatto sì che sin dalla sua scoperta fosse utilizzato come agente battericida, fungicida e inattivante dei virus.
Il meccanismo di azione dell’ozono sui virus non è sicuramente quello di una distruzione, come nel caso dei batteri, ma di un’inattivazione; l’azione dell’ozono consisterebbe in un’ossidazione, e conseguente inattivazione, dei recettori virali specifici utilizzati per la creazione del legname con la parete della cellula da invadere. Verrebbe così bloccato il meccanismo di riproduzione virale a livello della sua prima fase: l’invasione cellulare.

La caratteristica predominante dell’ozono è che in condizioni atmosferiche standard è in fase gassosa, favorendo numerose applicazioni in campo igienico-alimentare. A differenza dei disinfettanti classici (ad es. il cloro) che rilasciano residui inquinanti, l’ozono si decompone ad ossigeno; ciò potrebbe rappresentare un vantaggio per l’ambiente e per la salute evitando gli effetti collaterali. 

Tabella: inattivazione di batteri-virus-funghi-muffe-microrganismi

l’OZONO se utilizzato in modo corretto è considerato uno dei più POTENTI OSSIDANTI in NATURA: Battericida, Virucida, Antimicotico/Antifungino ( lieviti, muffe/funghi, spore) microrganismi come l’Acaro,  con un potenziale di OSSIDAZIONE 2,07 (Redox) ben superiore al più conosciuto CLORO Redox 1,36.

Nota Importante: la DISINFEZIONE CORRETTA ad OZONO è stata testata con RISULTATI ECCELLENTI contro la SARS . Studi fino ad ora effettuati confermano, che il ceppo del Corona Virus ( Covid 19 ) sia molto simile ( per l’80%) a quello della Sars

Tossicità OZONO per l'uomo

DISINFEZIONE CHIMICA nebulizzata

disinfettante Ecosystemi

ALCOR DISINFETTANTE

Disinfettante BIOCIDA battericida, fungicida e virucida per tutte le superfici Presidio Medico Chirurgico Reg. 19761 del Ministero della Salute. ALCOR DISINFETTANTE è stato testato in base alle seguenti norme europee:

  • per l’attività battericida EN 1276 e EN 13697
  • per l’attività fungicida e lieviticida EN 1650 e EN 13697
  • per l’attività virucida EN 14476 

GESAN DISINFETTANTE

DISINFETTANTE BIOCIDA, BATTERICIDA, VIRUCIDA, CONCENTRATO PER TUTTE LE SUPERFICI PRESIDIO MEDICO CHIRURGICO N°20426 del Ministero della Salute. E’ costituito da un principio attivo innovativo (triamina), caratterizzato da un’alta attività battericida, fungicida e virucida. Presenta ampio spettro d’azione verso micobatteri.

BIOCIDA : qualsiasi sostanza o miscela, generata da sostanze o miscele che vengono, utilizzate con l’intento di distruggere, eliminare, rendere innocuo, impedire l’azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo NOCIVO 

Informativa sull'inquinamento dell’aria di origine biologica in ambiente indoor

D. Lgs 9 Aprile 2008 n.81 coordinato al 3 agosto 2009 n.106  e RAPPORTO ISTISAN 13/37 dell’ ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
(e alcune delle sanzioni penali previste)

Rischi biologici
DANNI da AGENTI BIOLOGICI PATOGENI

Nessun ambiente può essere considerato privo della presenza di agenti biologici, sia che si tratti di ambiente esterno (outdoor) che interno (indoor).

La casa ( gli uffici e tutti i locali pubblici , l’auto e tutti pubblici e non ) sono tutti  ambienti di vita nel quale ciascun individuo trascorre una parte più o meno rilevante del  suo tempo.

Gli imbottiti sono dei componenti , parte degli  ambienti di vita.

Gli autoveicoli possono essere considerati sia  outdoor che indoor, interno ed esterno

Qui il “rischio biologicoè legato alla presenza di microrganismi (funghi, batteri, virus, parassiti, protozoi), acari della polvere e della pelle, allergeni di derivazione vegetale e animale riscontrabili nell’aria, nella polvere, nelle strutture ,nell’inquinamento atmosferico, negli arredi, negli imbottiti, negli impianti idrici e di condizionamento dell’aria, negli animali da compagnia e feci trasportate dalle scarpe , ed è influenzato da fattori fisici tra cui umidità e temperatura.

I soggetti potenzialmente esposti a tale rischio includono tutte le fasce di età, comprese le categorie più “deboli” come i bambini e gli anziani, che spesso passano la maggior parte della giornata tra le mura domestiche.

Gli effetti sulla SALUTE

Gli effetti sulla salute causati dalla presenza dei contaminanti biologici sono classificabili in tre tipologie: infettivo, tossico e allergico e si possono manifestare con diversa intensità in relazione a vari fattori tra i quali le condizioni fisiche e la suscettibilità di ciascun individuo. Il rischio biologico in ambito domestico e pubblico può essere controllato e ridotto mediante interventi sia di tipo strutturale/impiantistico/chimico e con il rispetto di semplici norme igieniche e comportamentali da parte di coloro che ci vivono

Potenziali fattori di rischio

La qualità dell’aria che respiriamo in casa e nei  locali in genere dipende principalmente da quella che circola all’esterno, la quale penetra attraverso la ventilazione naturale o meccanica trasportando numerosi Biocontaminanti. L’aria esterna è a sua volta influenzata dalle condizioni climatiche. Anche coloro che vivono nell’abitazione, inclusi gli animali e le piante, nonché gli elementi strutturali, gli arredi, le tappezzerie, imbottiti e i sistemi di controllo dell’aerazione possono influenzare la qualità dell’aria indoor. Nell’ambiente  il rischio biologico si può verificare a seguito dell’esposizione di un soggetto suscettibile a un biocontaminante capace di indurre effetti di vario tipo. I contaminanti biologici includono virus, batteri, funghi, parassiti, protozoi e allergeni che possono originare da diverse sorgenti. In generale i virus, i batteri, i funghi e i parassiti esercitano un effetto patogeno (Infezioni e/o malattie) sugli individui suscettibili; gli allergeni e i protozoi possono indurre manifestazioni allergiche di varia tipologia. Va evidenziato che alcuni biocontaminanti (soprattutto funghi) possono determinare  sia effetto patogeno che allergico. Anche alcuni artropodi agiscono da inquinanti biologici, ad esempio gli acari  e i pidocchi.

Dei biocontaminanti fa parte il bioaerosol, termine che indica particelle trasmissibili per via aerea che possono essere viventi (batteri, virus, funghi, parassiti) o originare da organismi viventi (cellule batteriche e frammenti cellulari, spore fungine e prodotti derivanti dal metabolismo microbico).

Principali sorgenti di rischio biologico

Possono essere di due tipi  :  ANIMATE e INANIMATE

Animate:

  • esseri umani
  • animali domestici e non domestici (cani, gatti, porcellini d’India, criceti, conigli, tartarughe e varie specie di rettili, volatili, ragni, scarafaggi, blatte, mosche, zanzare, insetti imenotteri   pungitori quali  api,vespe,calabroni)
  • piante
  • acari

Inanimate:

  • aria
  • acqua/impianti idrici
  • umidità
  • polvere /smog
  • elementi strutturali (pareti, pavimenti, soffitti)
  • arredi (mobilio, tappezzerie, soprattutto gli imbotti : materassi, divani, sedie, tappeti, moquette)
  • impianti di condizionamento d’aria, umidificatori, deumidificatori, purificatori
  • indumenti/calzature soprattutto le suole
  • derrate alimentari

Ogni sorgente può contenere vari  biocontaminanti, i quali possono essere trasmessi agli occupanti dell’ambiente  attraverso varie modalità. Di seguito si riporta un breve panoramica (non esaustiva) dei principali contaminanti biologici potenzialmente presenti nelle diverse sorgenti.

Esseri umani

Se infetti, possono trasmettere batteri (es: Bordetella pertussis, streptococchi, meningococchi), virus (es: virus dell’influenza, virus responsabili di malattie esantematiche quali varicella, morbillo), funghi (es. “tigna”) e parassiti (es: scabbia). Le persone possono veicolare artropodi di varia specie tra i quali pidocchi del capo che, in soggetti suscettibili, possono contribuire a determinare varie sintomatologie allergiche. Inoltre gli esseri umani possono essere anche veicolo di allergeni di varia natura (compreso gli Acari della pelle ) tra cui quelli del cane, gatto e altri animali che possono determinare sintomi allergici in persone suscettibili anche in assenza di animali.

Animali

Possono trasmettere batteri (es: salmonelle dalle tartarughe d’acqua, Chlamydia psittaci da pappagalli, Bartonella henselae da gatti), virus (es: Cowpox virus), funghi (es: Microsporum spp, Trichophyton spp), parassiti (es: Cryptosporidium parvum). Inoltre, i loro tessuti e/o deiezioni possono rappresentare una fonte di allergeni; in particolare derivati dermici, pelo, urine, saliva di animali quali cani, gatti, roditori, rettili, insetti possono essere fonte di vari allergeni che a seguito di contatto con individui suscettibili possono dar luogo a manifestazioni allergiche di vario tipo.

Piante

Possono essere fonte di vari allergeni rappresentati ad esempio da pollini prodotti dalle piante da appartamento così come essere veicolati dall’aria esterna, dagli insetti o da altri veicoli come nel caso delle graminacee, parietaria, composite e dar luogo a manifestazioni allergiche in individui suscettibili. Da ricordare che alcune specie di acari tra cui Tyrophagus putrescentiae possono essere presenti su alcuni fiori.

Aria

Può contenere un gran numero di microrganismi in quanto agisce come mezzo per il loro trasporto o dispersione, in dipendenza delle proprietà fisiche (dimensioni, forma…). L’aria è a sua volta influenzata dall’intensità delle correnti, dall’umidità relativa e dalla temperatura. I microrganismi veicolati tramite la ventilazione naturale (aria che entra dalla finestra) dipendono dall’aria esterna e dunque variano in relazione alla stagionalità, alla posizione geografica…. Nell’aria indoor si ritrovano anche gli agenti biologici trasmessi per via aerea e provenienti da sorgente umana o animale. Esempi includono batteri Gram-positivi (in generale a concentrazioni più elevate rispetto ai Gram-negativi) quali Staphylococcus spp., Micrococcus spp., Bacillus spp. e Gram-negativi tra i quali Pseudomonas spp. e Moraxella spp. L’aria può inoltre veicolare i pollini presenti nell’ambiente esterno all’interno  dei locali essendo peraltro influenzata da altre variabili ambientali.

Acqua/impianti idrici

Nella rete di distribuzione dell’acqua e nei serbatoi possono essere presenti batteri Gram-negativi (es. Pseudomonas, Acinetobacter…), legionelle, protozoi. L’acqua rappresenta un potenziale veicolo di allergeni contribuendo al tempo stesso ad aumentare l’umidità. Nell’ambiente esterno condizioni climatiche caratterizzate da pioggia e umidità favoriscono la dispersione degli allergeni.dell’ordine Prostigmata sono cosmopoliti e rappresentati da forme aquatiche, oltre che marine e terrestri.

Umidità

Un alto tasso di umidità dell’aria, la condensa e la presenza di umido all’interno degli ambienti,conseguenza favoriscono la sopravvivenza e la crescita di acari della polvere e di funghi, determinando un’aumentata esposizione di coloro che vi abitano ad allergeni e tossine. Rammentiamo che all’interno degli imbottiti ,si crea uno degli habitat ottimali per la vita ed la prolificazione :il buio,il caldo e l’umido .Molte specie fungine crescono bene in ambienti umidi, tra le quali Stachybotrys chartarum, Aspergillus,Penicillium, Fusarium,Trichoderma ,Memnoniella, Cladosporum, Alternaria.Ambienti indoor umidi possono anche contenere batteri (es.: alcuni micobatteri) e altri microrganismi, tra cui le amebe.

Polvere

La polvere presente in ambiente è un materiale estremamente secco, per cui la crescita microbica avviene con difficoltà, nonostante presenti un pH quasi ottimale per i microrganismi. Tra i batteri dominanti vi sono Bacillus, Staphylococcus, Paenibacillus e parecchi actinomiceti. Anche i funghi possono crescere nella polvere, dalla quale ricavano nutrienti necessari per la loro crescita, tra i quali predominano Penicillium, Cladosporium, Alternaria, Aureobasidium ed Eurotium. Gli acari che maggiormente si ritrovano nella polvere  appartengono alle specie Dermatophagoides pteronyssinus, Dermatophagoides farinae Dermatophagoides microceras e prediligono il cosiddetto sistema letto. Altre specie sono rappresentate da Lepidoglyphus destructor, Tyrophagus putrescentiae.

Elementi strutturali (pareti, pavimenti, soffitti)

Questi elementi consentono la crescita di vari microrganismi (funghi, batteri) per la presenza di alcuni materiali particolari colle, vernici, legnami ( acari del legno) utilizzati in fase di costruzione, oltre che per accumulo di polvere e di umidità.

Arredi (mobilio, tappezzerie,materassi ,divani,poltrone,moquette,tappeti)

Soprattutto in condizioni di cattiva gestione, pulizia e manutenzione il mobilio e la tappezzeria possono fungere da serbatoi per funghi, acari della polvere che contribuiscono alla produzione/escrezione di vari allergeni. Tra le varie specie si può ricordare Lepidoglyphus destructor che può essere presente nei divani ,materassi e tappezzeria in genere.

Impianti di condizionamento d’aria e deumidificatori , umidificatori

Negli ambienti climatizzati possono essere presenti microrganismi capaci di indurre patologie di tipo infettivo e allergico, responsabili delle prime, è ad esempio Legionella pneumophila, in grado di crescere nelle parti dove ristagna acqua di condensa, di solito in corrispondenza delle batterie. In queste stesse parti si possono formare colonie di miceti (es: Fusarium, Phialophora spp). Anche la superficie delle griglie di immissione ed emissione dell’aria e quella dei filtri e delle tubature sono microambienti che, se umidi, possono diventare luoghi adatti per la crescita di funghi (es: Penicillium, Acremonium, Aspergillus). Gli umidificatori possono essere contaminati da parassiti, tra cui alcune amebe (Naegleria gruberi, Acanthoamoeba). Condizionatori e umidificatori possono anche essere contaminati da batteri (es: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Micrococcus, Pseudomonas aeruginosa, Haemophilus, Proteus…)

Indumenti/calzature

Gli  depositati in un ambiente interno , ma allorché si recano in ambiente esterno possono trasportare nell’indoor microrganismi di vario tipo che aderiscono a indumenti e calzature.

Derrate alimentari

Gli alimenti possono essere responsabili delle cosiddette malattie di origine alimentare, termine con il quale viene indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) qualsiasi malattia di natura infettiva o tossica causata o che si suppone causata da consumo di cibo o acqua. Le derrate alimentari, soprattutto se mal conservate, sono responsabili sia di tossinfezioni determinate da tossine prodotte nel tratto gastrointestinale da microrganismi ingeriti con i cibi (es: Clostridium perfringens, Vibrio cholerae), che di intossicazioni dovute a sostanze tossiche o tossine elaborate dai microrganismi negli alimenti che vengono ingeriti, senza che necessariamente venga assunto anche il patogeno (es: Clostridium botulinum, Bacillus cereus). Fanno parte delle malattie di origine alimentare anche le infezioni causate dall’ingestione di cibi contaminati da microrganismi capaci di invadere e moltiplicarsi all’interno dell’ospite (es: Salmonella spp., Lysteria monocytogenes). Le derrate alimentari possono anche essere infestate da acari di diversa specie tra cui Dermatophagoides farinae presente nella farina, così come dagli acari della famiglia Acaridae presenti in molte derrate alimentari e da specie di altra famiglia quale Lepidoglyphus destructor presente nei cereali, salumi, frutta secca.

Effetti sulla salute

L’esposizione ad agenti biologici e più in generale ai biocontaminanti può determinare tre tipi di effetti  diversi sulla salute umana: infettivo, tossico e allergico.

Patologie di tipo infettivo

Non sempre la presenza di un microrganismo in un individuo determina una malattia: la risposta varia in base al rapporto che si crea tra l’aggressività del patogeno e le capacità di difesa (naturali o indotte) dell’ospite. Il processo che va dall’infezione alla malattia include infatti varie fasi: il patogeno deve venire a contatto con l’ospite, penetrarvi e moltiplicarsi, eludere i meccanismi di difesa, invadere uno specifico tessuto e infine provocare il danno. In generale i virus danneggiano le cellule dell’ospite (effetto citopatico) attraverso l’inibizione dei meccanismi di difesa di quest’ultimo; la crescita dei batteri, dei funghi e dei protozoi, accompagnata o meno dall’elaborazione di tossine, è in grado di compromettere la funzionalità dei tessuti e provocare malattia.

In ambiente chiuso predominano le malattie infettive trasmesse per via aerea.

Patologie di tipo tossico

Per tossina si intende una sostanza prodotta da un organismo animale, vegetale o microbico che è dannosa per la salute.

Le tossine batteriche si suddividono in tossine di natura proteica (esotossine) e nel lipopolisaccaride batterico (endotossina).

Le esotossine comprendono genericamente tutte le sostanze proteiche termolabili rilasciate nell’ambiente circostante da un microrganismo in crescita che siano letali o tossiche per un organismo animale o vegetale. Esse vengono prodotte sia dai batteri Gram-positivi che dai Gram-negativi e sono caratterizzate dalla specificità degli effetti dannosi, tipici di ciascuna esotossina, e dall’intensità dell’azione tossica che risulta essere molto elevata anche a bassa concentrazione. Dal punto di vista medico le principali tossine proteiche prodotte da batteri agiscono a diversi livelli producendo manifestazioni tossiche diversificate in funzione dell’organo bersaglio principale. Gli effetti delle esotossine sui tessuti possono essere classificati, in base al sito d’azione come: ENTEROTOSSINE (disturbi intestinali come per la tossina colerica), neurotossine (agiscono sulla trasmissione degli impulsi nervosi, come per la tossina tetanica e botulinica), citotossiche (distruzione delle cellule, come la tossina difterica), pirogene (stimolano il rilascio di citochine con conseguente comparsa di febbre e shock, come per la tossina prodotta da Staphylococcus aureus). Esse sono efficaci nell’evocare la risposta anticorpale, infatti per alcune ESOTOSSINE  sono disponibili  antigeni utilizzati per la vaccinazione (ad es. difterite, tetano, pertosse).

Il liposaccaride batterico (endotossine), presente nella membrana esterna dei batteri Gram-negativi, ha una porzione glicolipidica (lipide A) che rappresenta l’endotossina vera e propria. L’endotossina è rilasciata alla morte del batterio ed è estremamente resistente al calore e agli agenti fisici; per questo motivo sono frequenti contaminanti ambientali. Il rilascio di elevate quantità di endotossine nel corpo umano può indurre risposte infiammatorie acute sistemiche, capaci di causare malattie gravi e/o la morte. Data la loro incapacità a evocare gli anticorpi protettivi, è molto difficile ottenere un’immunità efficace contro le endotossine.

Le micotossine sono molecole prodotte da funghi, tossiche per gli animali e per gli esseri umani.

Endotossine pirogene ed esotossine sono presenti e secrete come metaboliti secondari nelle cellule fungine, con effetti diversificati a seconda del substrato.

Alcune micotossine, quale l’aflatossina prodotta da Aspergillus fumigatus e parasiticus, sono potenti cancerogeni. Molte micotossine sono immunotossiche. Grande attenzione è stata rivolta a micotossine (tricotecene, tricodermina, sterigmatocistina, satratossina G) prodotte da Stachybotrys chartarum e Aspergillus  versicolor, presenti in materiali e polvere di edifici con problemi di umidità o acqua. Non è tuttavia noto se i livelli di micotossine che possono aerosolizzare negli edifici mediante l’umidità son sufficientemente alti da causare danni alla salute umana.

Patologie di tipo allergico

Gli allergeni possono indurre manifestazioni di diversa entità in soggetti suscettibili in ambito domestico (ambienti di vita). Gli allergeni possono agire sulle persone attraverso diverse modalità e meccanismi fisio-patologici determinando patologie a carico di vari organi e tessuti. In particolare gli allergeni possono determinare patologie a carico dell’apparato respiratorio (asma, rinite, alveolite), cutaneo (orticaria, eczema, dermatite), oculare congiuntivite), sistemico (anafilassi). La manifestazione e l’entità delle diverse patologie sono multifattoriali comprendendo la suscettibilità, la sensibilizzazione e lo stato immunitario individuale, la durata e la frequenza delle esposizioni, le condizioni climatiche e microclimatiche.

Così l’asma ha tra le sue manifestazioni respiro corto, tosse con possibilità di evolvere in crisi asmatiche; la rinite annovera tra le sue manifestazioni salve di starnuti, ostruzione nasale; l’alveolite ha manifestazioni quali crisi dispnoiche, tosse persistente; manifestazioni cutanee possono essere rappresentate da infiammazione, gonfiore, rossore, prurito, vesciche; orticaria può manifestarsi con rigonfiamenti, prurito; eczema con secchezza della cute, prurito; dermatite con macchie e vescicole, prurito. A livello oculare possono manifestarsi congiuntivite con prurito, lacrimazione, irritazioni, fotofobia. L’esordio più grave è rappresentato dallo shock anafilattico che rappresenta una reazione sistemica grave potendo evolvere in collasso e, seppur raramente, esitare in decesso dell’individuo. L’entità e la gravità della patologia allergica è il risultato di numerosi fattori, tra cui la suscettibilità individuale, il numero di contatti che il singolo individuo ha avuto con l’allergene o gli allergeni, concomitanti allergie, stato immunitario dell’individuo, entità di allergene, durata dell’esposizione, condizioni ambientali. Così l’importanza del numero di contatti con gli allergeni risulta esplicativo nel caso di allergia al veleno di imenotteri laddove, a seguito di una prima puntura l’individuo può manifestare una reazione locale o estesa nella sede della puntura, così come reazioni sistemiche fino ad anafilassi anche letale. Proprio il manifestarsi di reazioni sistemiche ad una prima puntura di imenotteri può rendere l’individuo più a rischio di shock anafilattico a seguito di una successiva puntura.

Trasmissione / Esposizione

Come avviene la trasmissione degli agenti biologici all’uomo La trasmissione include qualunque meccanismo attraverso cui un agente infettivo viene diffuso da una sorgente all’ambiente o a un altro essere animato.

Trasmissione diretta Contatto diretto tra esseri animati (accarezzare un animale…) Droplet: proiezione diretta (entro 1 metro) di goccioline, generate mediante lo starnuto, la tosse, il parlare…, nella congiuntiva dell’occhio o nelle membrane mucose di naso e bocca.

Trasmissione indiretta Attraverso un veicolo: . Contatto indiretto attraverso materiali o oggetti d’uso contaminati che permettono la sopravvivenza dell’agente (fazzoletti, lenzuola, pentolame o posateria,…) . Sostanza che mantiene in vita l’agente fino a quando è ingerito o viene inoculato nell’ospite (acqua, alimenti,…)

Attraverso un vettore: .

Meccanica: semplice trasporto meccanico da parte di un insetto (senza moltiplicazione o sviluppo del microrganismo)

Biologica: il microrganismo deve moltiplicarsi e/o svilupparsi prima che l’artropode possa trasmettere all’uomo la forma infettiva dell’agente, attraverso la saliva durante una morsicatura, attraverso il rigurgito o per deposizione sulla cute di feci o altro materiale in grado di penetrare successivamente attraverso la ferita del morso o un’area traumatizzata per sfregamento (es: zanzara, zecca, pulce, roditore).

Trasmissione attraverso : l’aria Disseminazione di aerosol microbici verso un’adatta porta di ingresso, rappresentata di solito dal tratto respiratorio. Gli aerosol microbici sono sospensioni aeree di particelle costituite parzialmente o interamente da microrganismi, possono rimanere sospesi in aria per lunghi periodi di tempo perdendo o conservando la capacità o la virulenza infettiva. Particelle della grandezza di 1-5 micron sono facilmente inalate negli alveoli prima che si depositano.

Trasmissione Droplet nuclei: piccoli residui risultanti dall’evaporazione di liquido emesso in forma di goccioline da un ospite infetto.

Trasmissione attraverso la  Polvere: piccole particelle di varia grandezza che possono provenire da abiti, letti, pavimenti contaminati o terreno (ad es. le spore fungine che il vento o l’agitazione meccanica sollevano dal terreno asciutto).

Come avviene l’esposizione ai patogeni

Esposizione diretta

Il contatto con animali quali gatto e cane, contatto con gli acari ma anche il contatto con le loro deiezioni, escrezioni, tessuti. Pelo, derivati dermici, saliva, urine, rappresentano fonti di esposizione che a seguito di contatto possono determinare reazioni allergiche

Esposizione indiretta

La puntura di insetti quali imenotteri, morsi di altri animali. Il veleno di alcuni insetti tra cui api, vespe, calabroni, possono indurre effetti allergizzanti in individui suscettibili; anche la saliva di animali può essere il veicolo attraverso cui si può avere esposizione ad allergeni

Esposizione attraverso inalazione

L’inalazione di acari, di pollini. Sia il corpo interno dell’acaro che sue parti e/o deiezioni possono determinare effetti allergici

Esposizione attraverso ingestione

Derrate alimentari contaminate da acari , da allergeni o batteri di altra natura possono indurre la trasmissione.

Esposizione attraverso le condizioni climatiche: va considerata l’importanza delle condizioni climatiche/microclimatiche quali temperatura, umidità, vento, pioggia, che possono condizionare la diffusione degli allergeni sia nell’ambiente esterno e conseguentemente nell’ambiente domestico.

Misure di prevenzione

In un ambiente , la presenza di contaminanti di origine biologica (nella polvere, negli aerosol) può essere controllata adottando specifici comportamenti e pianificando periodici programmi di DISINFEZIONE  delle fonti inquinanti o potenzialmente inquinanti. Le principali misure di prevenzione devono essere adottate da parte degli occupanti, nella gestione dell’acqua, del riscaldamento, del sistema di ventilazione, del condizionamento dell’igiene personale e dell’ambiente.

Fattori importanti da controllare e monitorare sono:

Umidità

Un eccesso di umidità favorisce la crescita di muffe, funghi e batteri. Negli ambienti indoor l’atmosfera umida crea un ambiente poco salubre: per questo è indispensabile provvedere ad arieggiare l’ambiente, o, se le temperature esterne non lo permettono, a cercare di ridurre l’umidità con apparecchi deumidificatori. Un’abitazione con un livello di umidità relativa troppo basso darà rischi di affezioni respiratorie, secchezza delle mucose del naso e degli occhi, problemi del sonno, problemi di elettricità statica (piccole scosse elettriche strofinando certi tessuti). Un’ locale con un livello di umidità relativa troppo alta, situazione tipica che si verifica nei periodi piovosi, provoca proliferazione di microorganismi e muffe, genera minore capacità di termoisolamento nelle strutture e negli ambienti, l’aria stessa è percepita come meno confortevole e vi possono essere più facilmente fenomeni di condensazione con conseguenti possibili ossidazioni ed deterioramenti. Inoltre, per evitare che si possano formare corrosioni o habitat particolarmente umidi che possano favorire la crescita e sopravvivenza di funghi e batteri, è auspicabile effettuare periodicamente un’idonea  sanificazione degli edifici e di tutti gli impianti presenti e intervenire  come prevenzione

Areazione

Una situazione di scarso ricambio dell’aria può favorire il ristagno di agenti biologici dannosi. L’uomo attraverso l’atto del parlare, cantare, starnutire etc. rilascia nell’ambiente una quantità più o meno grande di gocce e goccioline di diametro variabile sotto forma di aerosol, che può diffondere alcuni microrganismi. L’areazione periodica degli ambienti confinati rappresenta l’unica misura idonea in grado di evitare un accumulo di aerosol potenzialmente contaminato e ridurre il rischio di infezione nell’uomo. Questa può avvenire tradizionalmente con i ricambi di aria con l’esterno oppure attraverso l’utilizzo di condizionatori/deumidificatori. I rischi legati all’uso di queste apparecchiature sono dovuti ad un uso improprio e a una scarsa pulizia e manutenzione.

Tutti gli elementi costituenti i condizionatori possono essere fonte d’inquinamento tossico, sia come sito di crescita e moltiplicazione dei contaminanti biologici, sia come trasporto e disseminazione degli stessi. Infatti nei filtri e nei condotti  e nei gruppi lamellari dei condizionatori  si  annidano  acari, polveri, muffe, allergeni, batteri  .

Polverosità

La polvere può veicolare alcuni organismi, microrganismi, scaglie di origine biologica (vegetale, animale, microbica) e, se non adeguatamente rimossa, può accumularsi e favorire la sopravvivenza di particolato biologico. La migliore prevenzione per evitare un accumulo di polvere  negli ambienti  è rispettare un’adeguata igiene personale e dell’ambiente. In condizioni normali la pelle rappresenta già una barriera naturale all’aggressione dei germi e non richiede particolari precauzioni. In caso di ferite, escoriazioni e tagli, la protezione della cute può venire meno e i microrganismi presenti sulla pelle o portati dall’esterno possono dare origine a infezioni. In tal caso è necessario un lavaggio accurato della parte lesa ed eventualmente l’utilizzo di un disinfettante qualora la ferita sia particolarmente estesa. Una pulizia frequente e un buon lavaggio con normali prodotti detergenti  è  ciò che serve per mantenere l’ambiente parzialmente sotto controllo.( i pavimenti, servizi igienici e arredi lavandoli con una soluzione di ipoclorito di sodio, la comunissima ed economica varechina in ragione di 30 ml per litro di acqua )

Una drastica diminuzione della carica batterica ambientale  la si ottiene grazie ad una ottima DISINFEZIONE

Animali domestici

Fonte di inquinamento ambientale di origine biologica. La prima regola da seguire quando si sceglie di avere un animale da compagnia in casa è quella di accudirlo nel modo migliore e mantenerlo in buona salute. Gli animali infatti possono veicolare microrganismi che causano malattie nell’uomo, che sono definite zoonosi. Inoltre, in alcuni soggetti particolarmente suscettibili, la presenza di un animale in casa può essere causa di allergie respiratorie.

Il rischio infettivo e allergico per l’uomo, sebbene basso, può essere ridotto seguendo alcune regole:

 

  • Nella scelta di un animale da compagnia escludere gli animali selvatici o esotici, che potrebbero essere portatori di malattie di difficile identificazione.
  • Sottoporli ai cicli vaccinali previsti e portarli dal veterinario periodicamente per visite di controllo.
  • Eliminare i parassiti (pulci, zecche) dall’animale domestico con gli appositi prodotti. E’ consigliabile utilizzare gli spray, oltre che sull’animale, anche su tappeti e moquette.
  • Lavare quotidianamente con acqua molto calda le ciotole del cibo e le vaschette per l’acqua.
  • Sostituire spesso la sabbia delle lettiere e allontanare gli escrementi. Pulire di frequente e a fondo canili, cucce, gabbie.
  • È antigienico baciare gli animali o lasciarsi leccare, specie sul viso, o portare le mani alla bocca dopo averli toccati. Abituare soprattutto i bambini a rispettare queste regole.
  • In caso di morso di animale conosciuto o randagio rivolgersi subito al medico per le cure del caso e isolare, se possibile, l’animale per sottoporlo al controllo del veterinario. Disinfettare con cura i graffi di gatto e le beccate di uccello, perché possono essere veicolo di alcune malattie.
  • Lavare spesso le mani, soprattutto ai bambini che giocano con la terra e possono portarsi alla bocca le mani sporche.
  • Lavare accuratamente la frutta e la verdura perché possono essere inquinate da urine e feci di animali infetti.
  • Non mangiare carne cruda. Nutrire sempre gli animali con carne ben cotta.

Arredo/pavimenti/mura

La tappezzeria e tutti i materiali di costruzione e arredo (materassi, cuscini, divani, poltrone, tappeti, moquette, tendaggi, pavimenti, sedie imbottite etc.) sono i  luoghi dove si annida più facilmente la maggior parte dei contaminanti biologici. Per ridurre il rischio biologico derivante dagli arredi presenti in casa e nei locali in genere vengono di seguito elencati alcuni utili accorgimenti:

  • Minimizzare la quantità di materiale tessile all’interno degli edifici.
  • Accertarsi che sia la moquette che la tappezzeria in generale possano essere pulite facilmente.
  • Pulire regolarmente tutti i tipi di tappezzeria per impedire l’accumulo delle sostanze inquinanti.
  • Ripulire e asciugare immediatamente i liquidi rovesciati sui vari tipi di tappezzerie/moquette per evitare l’insorgere della muffa.
  • Per ridurre la carica allergenica all’interno delle abitazioni, utilizzare coprimaterassi e copricuscini, fabbricati in opportuni materiali in grado di impedire il passaggio degli acari dal materasso.
  • Verificare che la moquette sia prodotta in modo tale da impedire la penetrazione di liquidi allo strato inferiore dove l’umidità può provocare lo sviluppo della muffa.
  • Favorire la ventilazione e il ricambio di aria.
  • Non asciugare indumenti e biancheria all’interno di ambienti già umidi.
  • Lavare regolarmente con candeggina le tende della doccia, i lavandini, la vasca e le pareti di bagno e cucina.
  • Utilizzare i depuratori di aria muniti di filtri adeguati, che possono essere efficaci nel rimuovere le spore fungine.
  • Porre i mobili a distanza dalle pareti, in modo da permettere all’aria di circolare.
  • Eliminare le macchie di muffa dalle pareti lavando con candeggina o fungicidi e solo in seguito imbiancare.
  • Effettuare una regolare pulizia, manutenzione BONIFICA dei condizionatori.
  • In caso di uso di umidificatori operare nel modo indicato dal produttore e soprattutto effettuare una frequente pulizia e la sostituzione giornaliera dell’acqua utilizzata.
  • Pulire accuratamente l’ambiente: lavare con vapore le superfici.
  • Pulire accuratamente e soprattutto asciugare tappeti, moquette e materiali che possono trattenere umidità.
  • Apportare manutenzioni di controllo e pulizie periodiche dei sistemi di ventilazione, deumidificazione e condizionamento.
  • In bagno attivare la ventola aspirante o aprire la finestra.
  • Asciugare immediatamente tutto il materiale umido.
  • Limitare il numero delle piante ornamentali (le muffe possono essere aerodisperse quando le piante sono rinvasate, spostate o innaffiate, e comunque aumentano l’umidità ambientale).

Va inoltre sottolineata l’importanza di BONIFICARE periodicamente  con sistemi appropriati

 


Normativa

Italia. Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province Autonome di Trento e Bolzano. Accordo 27 settembre 2001. Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Provincie autonome sul documento concernente: “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” (G.U. serie Generale n.276 del 27 novembre 2001). Gazzetta Ufficiale n. 276, Supplemento ordinario n. 252, 27 novembre 2001.

Bibliografia

WHO/Europe. WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould. WHO; 2009.

Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili: rapporto ufficiale dell’American public health Association.

Ecosystemi® - Lavaggio Asciugatura Disinfezione - Centri Specializzati

I CENTRI SPECIALIZZATI DEL LAVAGGIO, ASCIUGATURA E DISINFEZIONE

ASSISTENZA CLIENTI

348 29 06 255

EMAIL

info@ecosystemi.it

SEDE OPERATIVA

Via del Lavoro 8 J - 40057 - Quarto Inferiore (BO)

Ecosystemi® - Lavaggio Asciugatura Disinfezione - Centri Specializzati

I CENTRI SPECIALIZZATI DEL LAVAGGIO, ASCIUGATURA E DISINFEZIONE

ASSISTENZA CLIENTI

348 29 06 255

EMAIL

info@ecosystemi.it

SEDE OPERATIVA

Via del Lavoro 8 J - 40057 - Quarto Inferiore (BO)